Case popolari: accordo fra Itea e Finanza per i controlli

La casa Itea e la Mercedes in garage: sarebbe più o meno questa la situazione riscontrata cinque volte negli ultimi due anni dalle Fiamme Gialle in provincia di Trento. Casi isolati, che rassicurano sull’efficacia dei controlli, ma che fanno anche capire come sia importante non abbassare mai la guardia.


Per questo l’Itea – Istituto trentino per l’edilizia abitativa – ha deciso di rinnovare il protocollo d’intesa sottoscritto con la Guardia di Finanza ben 12 anni fa. Il meccanismo rimane immutato: Itea potrà portare all’attenzione delle autorità eventuali situazioni sospette, anche sulla base delle segnalazioni di altri inquilini.


Per situazioni sospette intendiamo tutte quelle in cui lo stile di vita di chi vive in un alloggio popolare appaia incompatibile con il reddito dichiarato. Quindi, appunto, automobili di grossa cilindrata, viaggi costosi, oggetti di lusso.


A fronte di una richiesta esplicita, la Guardia di Finanza potrà dunque attivarsi per incrociare i dati contenuti nelle proprie banche dati con quelli presentati dagli inquilini in sede di dichiarazione Icef. Qualora le informazioni risultassero incongruenti, può scattare la procedura di revoca dell’alloggio popolare.


Per ben cinque volte nel corso degli ultimi due anni si è scoperto che le famiglie che abitavano gli appartamenti Itea avevano fonti di reddito non denunciate.


Itea riceve ogni anno più di 10.000 dichiarazioni Icef e per questo i controlli non possono che essere a campione e su specifica segnalazione. La collaborazione con la Guardia di Finanza è indispensabile per garantire l’efficacia degli stessi, perché le Fiamme Gialle dispongono di strumenti appositi per accertare questo tipo di violazioni.


Non si tratta ovviamente di accanirsi contro chi abita una casa popolare, ma solamente di verificare che abbia i requisiti per farlo e non stia invece sottraendo un’opportunità a una famiglia che si trova realmente in una condizione di bisogno.


Il colonnello della Finanza Roberto Ribaudo ha inoltre rilevato come le segnalazioni di Itea siano utili anche in un’ottica di contrasto del crimine, perché possono portare a scoperchiare situazioni di illegalità che vanno ben oltre l’occupazione fraudolenta della casa. Ad esempio, quando i redditi non dichiarati provengono da attività illecite, come spaccio di droga o furti.


Il patto fra Itea e Fiamme Gialle dimostra come la collaborazione fra le istituzioni può portare vantaggi significativi per la collettività in termine di corretta gestione delle risorse comuni, intervenendo laddove il comportamento virtuoso dei cittadini viene a mancare. 

27 dicembre 2018 itea , case popolari , finanza , trentino , controlli ,

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