Mutui: accordo Confidi-Rurali per garantire finanziamenti di sostegno all'ipoteca.

Ormai se vai in banca a chiedere un mutuo per la casa l’ipoteca non basta più e, ammesso che la risposta sia positiva, non va oltre il 60-70% del valore.

Per sbloccare questa situazione, Consorzi di garanzia fidi e Casse Rurali lanciano un fondo di sostegno alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione che garantisce quella parte del mutuo non coperta dall’ipoteca. I finanziamenti garantibili ammontano a 30 milioni di euro.

Intanto due dei tre Confidi trentini, la Cooperativa artigiana di garanzia e Confidimpresa, hanno avviato il percorso per fondersi in un organismo più grande.

 


La convenzione sui mutui casa tra Confidimpresa, Coop artigiana, Cooperfidi e le Casse rurali è in dirittura d’arrivo. Il fondo di garanzia, previsto dall’ultima Finanziaria della Provincia, è di 1 milione e potrà mettere in moto crediti 30 volte più grandi grazie al meccanismo della cappatura, la percentuale di perdite garantita, che nei mutui per l’abitazione è particolarmente bassa.

La percentuale massima di garanzia concedibile è il 30% dell’importo del mutuo, in modo da portare la garanzia complessiva al 100%. L’importo massimo del finanziamento garantibile è pari a 250 mila euro. Le spese della pratica vanno da 50 a 250 euro.

«Coprire il 100% del mutuo aiuta soprattutto le giovani coppie - afferma Giuseppe Bertolini, presidente della Coop artigiana di garanzia - Lo scopo dell’iniziativa è rimettere in moto il mercato dei mutui casa e anche l’invenduto». Il presidente di Confidimpresa Giorgio Rigotti aggiunge: «In molti casi oggi il mutuo ipotecario non viene proprio concesso. Con la nostra garanzia sarà più facile. Puntiamo a far ripartire l’economia».

Ma i due presidenti, con i rispettivi cda, stanno lavorando insieme ad un altro progetto: la fusione dei due consorzi fidi per dare vita ad un organismo più grande, più solido e più efficiente. Cooperfidi, che opera con le coop e le aziende agricole, ha invece declinato l’invito. Confidimpresa e Cooperativa artigiana insieme avrebbero circa 9.600 aziende associate tra industria, artigianato e terziario. Basandosi sui dati al 30 settembre, nascerebbe un consorzio fidi con 644 milioni di affidamenti garantiti, di cui 99 in sofferenza, 301 milioni di garanzie in essere e 47 milioni di patrimonio di vigilanza, il doppio di quello di ciascun Confidi.

«Stiamo inquadrando il progetto in maniera più puntuale - dice Rigotti - È la strada da perseguire e stiamo verificando seriamente se possiamo farlo». Anche perché per l’accesso al credito le imprese hanno bisogno di un supporto più robusto. «Oggi, dopo il nostro sì a un prestito, la risposta della banca si fa aspettare anche cento giorni». Il progetto comunque dovrà passare al vaglio dell’organo di vigilanza, la Banca d’Italia.

«La convinzione c’è ed è forte - sostiene Bertolini - Abbiamo incaricato un comitato ristretto, che si incontra la prossima settimana, di esaminare i numeri dell’operazione». Secondo Bertolini «pur avendo una scatola unica, prevederemo un canale per l’industria e uno per le imprese minori dell’artigianato e del commercio. Inoltre dovremo sgrossare il cda: oggi abbiamo 11 consiglieri ciascuno, insieme non potranno essere più di 11».

«Per quanto riguarda il personale - prosegue - ci sarà uno smagrimento ma solo attraverso i pensionamenti previsti. Nel complesso ci saranno notevoli economie di scala e potremo offrire più possibilità agli associati».

Nel giro di un mese si saprà se il progetto sta in piedi.

A cura di REDAZIONE CASETRENTINE.IT - Fonte L'ADIGE - QUOTIDIANO
26 ottobre 2012 provincia , buone notizie per la casa , caro mutui

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